Family Day – Note di Regia

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LA FAMIGLIA ITALIANA IN SETTE PUNTATE

Catania 18/03/2015 – “Family Day” il nuovo progetto teatrale di XXI IN SCENA , prodotto dall’Associazione Etna‘Ngeniousa , replica al Piccolo Teatro di Catania il 27, 28 e il 29 Marzo 2015.

Family Day” è il nuovo ed ambizioso progetto teatrale ideato e diretto da Nicola Alberto Orofino per raccontare la famiglia italiana in 7 spettacoli teatrali. Il primo appuntamento sarà “FAMILY DAY puntata 1: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò

con (in o.a.) Alessandra Barbagallo, Francesco Bernava, Egle Doria, Alice Ferlito e Rita Salonia.

Scene e costumi di Vincenzo La Mendola.

Foto di scena di Gianluigi Primaverile.

Raccontare la famiglia tradizionale…

Oggi quale può essere il significato di famiglia tradizionale? Il senso di appartenenza, la patria, la religione, la famiglia, il lavoro… sono ancora questi i valori che costituiscono le fondamenta dell’istituzione familiare?

Contano ancora i valori di una volta?…

Quali sono (se ci sono) le basi su cui poggia la famiglia oggi? E la causa dei cambiamenti è da ricercare semplicemente nel mondo che cambia?

In definitiva è possibile ancora discutere di famiglia tipo al di fuori di ogni retorica e di ogni anacronistico retaggio religioso?

Questi gli interrogativi di partenza.

Ph. Gianluigi Primaverile
Ph. Gianluigi Primaverile

Un coro che si muove all’unisono. Una madre, un padre, una figlia, una nonna e un cane sono i protagonisti di FAMILY DAY DAY puntata 1: Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò per raccontare il rito della domenica.

Tradizionalmente la domenica è la giornata in cui tutta la famiglia si ritrova (spesso costretta) assieme. Tradizionalmente è la giornata della messa, della preparazione e del consumo del pranzo domenicale, del confronto (scontro), delle partite e dei contenitori domenicali in tv, del riposo dalle fatiche settimanali (solitudine o noia?). Tradizionalmente tutto questo nell’immaginario comune che per noi italiani si aggrappa a precetti cattolici e spot pubblicitari Barilla/Mulino Bianco style.

Certo, discutere di “modello familiare” significa non avere nessuna percezione di cosa sono le famiglie oggi, della vastità di singolarità che il contesto familiare prospetta. FAMILY DAY mette in scena quell’immaginario contemporaneamente sacro e falso, istituzionale e televisivo, ma per niente aderente alla composita realtà contemporanea della famiglia italiana (e globale). Un immaginario fatto di gesti, riti, abitudini che si reiterano sempre allo stesso modo al solo scopo di mettere a tacere le vere dinamiche relazionali, mai del tutto idilliache.

Quella idea di famiglia non ha parole, non può usarle perché deve nascondere costantemente ciò che non può essere confessato, quello che deturperebbe l’ideale da Bibbia e Codice Civile.

Per queste ragioni FAMILY DAY è uno spettacolo quasi del tutto muto. Soltanto negli ultimi minuti dello spettacolo i personaggi utilizzano le parole: finito il rito domenicale, turbati da un episodio di trash televisivo, in cui una nota conduttrice racconta un fatto privato, la famiglia, ormai slegata dalla coralità che il rito domenicale aveva imposto, parla svelando torbidi segreti. La parola si fa rivelazione, svelamento, verità.

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