La Grotta dei Lamponi… la nota del naturalista

Questo articolo ha lo scopo di far conoscere uno degli itinerari naturalistici più interessanti del versante nord del vulcano Etna.

La passeggiata ha inizio dalla piazzola di piano Provenzana comune di Linguaglossa, seguendo la “carrareccia” che utilizzano i pulmini della funivia dell’Etna.

Si prosegue per circa 1 Km, costeggiando la colata lavica del 2002 – 2003, osservando i resti delle betulle incenerite dalla colata lavica appena citata e dopo una serie di curve, si giunge all’imbocco di un sentiero contrassegnato da un segnale che indica la scritta “Monte Nero”.

Su di un viottolo di lave molto appuntite si percorrono circa 200 metri fino a giungere ad un paesaggio mozzafiato, dove ai nostri occhi si ergono una serie di crateri spenti, fra cui spicca proprio monte Nero. Questi crateri hanno una particolarità, i vulcanologi li definiscono attività laterali del vulcano Etna. Le attività laterali sono delle manifestazioni particolari che dipendono dal semplice fatto che, il magma interno all’apparato vulcanico (Etna), devia dal suo condotto principale, creando lungo i fianchi della stesso delle bocche molto vicine, le quali a sua volta generano una sequenza precisa che per tale motivo verrà definita da tutti “Bottoniere”. Lungo il sentiero di queste bocche allineate se ne trovano tante, non rappresentando l’unica emergenza naturalistica mentre il percorso si manifesta ricco di essenze vegetali tipiche: Romice, Tanaceto, Peverina, Spino santo, Senecio, Saponaria, ecc.

Altra meraviglia della natura lungo il nostro cammino è la presenza di bombe vulcaniche ossia brandelli di lava fusa eiettati in aria a velocità esplosiva, i quali solidificano rapidamente e assumono forme arrotondate e/o affusolate. Dopo 3 Km circa si giunge in prossimità di un bosco di betulle, lo si attraversa in maniera semplice, incontrando anche un rifugio di montagna denominato “Timpa Rossa”.

Qui si incrocia la pista altomontana fino giungere in prossimità delle lave dell’eruzione del 1614 – 24, contraddistinte da segnaletica che indica dei percorsi su lava incoerente.

A questo punto basta seguire le indicazioni “grotta del Gelo”, attraverso un sentierino sconnesso, che si intravede, a poche decine di metri, l’ingresso della cavità vulcanica dei Lamponi.

Le lave del nostro percorso 1614 – 24 hanno dato origine a diverse grotte, la più citata ed importante è la “grotta del Gelo”, ma il nostro percorso ci mette in evidenza un’altra cavità vulcanica, la grotta dei Lamponi, ossia un tunnel di circa 600 metri di lunghezza, facilmente avvistabile e visitabile.

La volta in più punti presenta dei crolli e all’interno sono presenti le classiche strutture: le stalattiti di rifusione (o denti di cane), i rotoli laterali di lava, le striature lungo le pareti della grotta, ossia tutto ciò che è tipico di questi ambienti.

Dopo aver visitato la grotta, si ritorna sulla pista alto montana, il ritorno è molto semplice, basta seguire la pista per circa 5 km, contraddistinta lateralmente da dei muretti in pietra lavica, superare una sbarra metallica che segna il confine del demanio forestale, e infine   ritornare sulla strada percorsa da auto e moto, di fronte alla quale vi è   un rifugio di montagna denominato “Ragabo”. Buona passeggiata

Punti d’interesse :

  • Crateri Bottoniera
  • Grotta di scorrimento lavico
  • Alternanza tra colate di lava e boschi centenari

Aristide Tomasino

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