BUONA PASQUA!!!

Cari amici oggi è il giorno della gioia e della luce… Auguriamo ad ognuno di voi di trascorrerlo serenamente con i vostri cari, magari approfittandone per riscoprire le antiche tradizioni della nostra terra…

Noi ve ne presentiamo qui, nel racconto di Luigi Capuana, una fra le più suggestive… la ‘Ncrinata di Mineo.

Un abbraccio e a presto.

Etna ‘ngeniousa 🙂

“Quel giorno si fa in Mineo la festa dell’Inchinata, specie di rappresentazione sacra in cui sono attori le statue della Madonna e del Cristo risorto.

Appena spuntato il sole, la gente si affolla nella Piazza Buglio e attende le statue e la processione. Avviluppata da un manto nero di seta, appuntato con spilli, la Madonna arriva la prima, preceduta da una confraternita in sacchi bianchi e mantelli di seta a colore, e vien ricoverata in una chiesa vicina.

Uno dei confratelli porta un’asta in cima alla quale è adattata in bilico una campanellina ch’egli fa suonare a brevi rintocchi, tirando un nastro incessantemente.

Da lì a poco, ecco il Cristo con un braccio levato trionfalmente in alto, lo stendardo di broccato a lamine d’oro nel pugno sinistro, una gran raggiera di carta dorata dietro, e ai lati, da piè, manipoli di fave novelle, primizie dell’annata, e che vien condotto per pochi minuti nella Piazzetta dei Vespri.

Intanto quegli che suona la campanellina, seguìto dai confratelli, va e viene con passi affrettati, tra la folla che gli fa largo, suonando a brevi rintocchi, incessantemente, quasi chiedesse alla gente notizie del Cristo risorto per recarle alla madre. Infatti dicono che lui o la campana simboleggi S. Giovanni, il discepolo prediletto.

Ma non appena il Cristo viene ricondotto in Piazza Buglio, colui va a portare la lieta novella, e sùbito dopo arriva la Madonna, ancora avviluppata dal manto nero; a un tratto il manto casca giù, e tra lo strepito dei mortaretti, della banda musicale, e le grida di: – Viva la misericordia di Dio! – il Cristo si muove incontro, e le statue sono spinte tre volte avanti e indietro e fatte inchinare, in segno di saluto; poi restano per qualche istante l’una di fronte all’altra.”

[L. Capuana, Ricordi d’infanzia 1848-1849]

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...