Non aspettiamo il prossimo… il Prossimo è già qui…

“…e [Telemaco] vide Atena: svelto andò verso il portico. In cuore suo era indignato che lo straniero stesse sulla porta da tempo. Accostatosi le prese la destra, si fece dare l’asta di bronzo e parlando le rivolse alate parole: “Salute straniero! da noi sarai benvenuto: poi, consumato il pasto, dirai che cosa ti occorre. Detto così la guidava, Pallade Atena seguiva. “ (Omero, Odissea, I, vv. 118-125)

C’è bisogno di noi, c’è bisogno di recuperare l’antica cultura del nostro popolo.

A prescindere dai colori e dalle bandiere, dai credi e dalle speranze, a prescindere se sia giusto che rimangano o vadano via, che siano aiutati a restare o a tornare a casa, a prescindere dalle dispute etimologiche su migranti, immigranti, emigranti, clandestini, extra-qualcuno, xeno-qualcosa… quello che rimane è il dato di fatto che alcune migliaia di persone, giusto o sbagliato che sia, si trovino oggi in casa nostra, vivano il nostro tempo, siano scaldate dal nostro sole, ammirando la nostra terra.

Uomini, e adesso anche donne, che hanno lasciato la loro di patria, per paura, per fuggire, per speranza, per egoismo forse, senza criterio e senza ragione, ma che adesso si trovano lontani da casa, ospiti.

Un giorno verranno rimpatriati, domani stesso, forse, torneranno a casa o, magari, rimarranno qui ed i loro figli saranno italiani dalla nascita e condivideranno i giochi con i nostri. Ma adesso sono ospiti, e l’ospite è sacro.

La ξενία, che ha nutrito la nostra civiltà sin dall’approdo delle prime genti d’Oriente sulle rive dell’Isola del Sole, rappresenta uno dei valori basilari della cultura del Mediterraneo. Essa costituisce il legame ideale che unisce tutte le sponde e i popoli che si affacciano sul mare nostrum, permettendo a persone tanto diverse, divise da origini, credi, consuetudini e tradizioni, di comunicare, convivere ed integrarsi, al di là delle differenze.

Non dobbiamo far altro che ricordare quello che siamo, da dove veniamo. Facciamo in modo che gli “ospiti” raccontino e ricordino di aver ricevuto accoglienza (modesta, stentata, perplessa e controversa che sia) ed essere stati trattati con dignità, come ospiti, com’è giusto che sia.

RACCOLTA DI SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DEI RIFUGIATI DEL VILLAGGIO DEGLI ARANCI DI MINEO (CT)

COSA SERVE:
– scarpe e vestiti per uomo, donna e bambini (in buone condizioni)
– scope, stracci, bacinelle e detersivi per la casa
– bagnoschiuma e saponi
– detersivi per i vestiti

DOVE E QUANDO
Ci troverete presso il SALONE PARROCCHIALE DEL SANTUARIO SANTA MARIA DI OGNINA (Via Porto Ulisse 12, Catania)
NEI GIORNI 12-13-14 APRILE dalle ore 17.30 alle ore 20.00

Per ringraziarvi, tutti gli amici che parteciperanno alla raccolta riceveranno un buono che permetterà una riduzione sul contributo di partecipazione per la prossima passeggiata organizzata dall’Associazione in programma domencia 17 Aprile sul tema “Catania, la Belle Epoque”

CONSEGNA:
Dopo Pasqua organizzeremo una giornata per consegnare tutto il materiale raccolto, di cui avrete appena possibile i dettagli.

INFO:

  • asso.etnangeniousa@gmail.com
  • 338.1441760

CONTIAMO SU DI VOI!!!
Mettiamo nell’uovo un gesto di concreta solidarietà, il regalo più dolce e importante.

GRAZIE.
Etna ‘ngeniousa

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...