Il Trenotrekking… la nota del naturalista

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Grazie alla Ferrovia Circumetnea, e ad alcune associazioni locali C.A.I. (Club Alpino Italiano), qualche mese fa ho scoperto un itinerario particolare, che circuisce l’intera circonferenza del vulcano Etna, con particolare attenzione ad alcune emergenze naturalistiche e turistiche; non è la solita passeggiata a piedi, ma una intrepida camminata, gran parte fatta in ferrovia, e una discreta parte fatta a piedi.

L’opera della circum è encomiabile, finalmente è conosciuta dai turisti, e non solo ai passeggeri quotidiani, si organizzano eventi mirati, vedi le strade del vino, si creano campagne di sensibilizzazione e scoperta del territorio, si creano sinergie tra diverse realtà locali, che gestiscono grosse fette di patrimonio naturalistico catanese, ma, c’è una anomalia, la circum non funziona normalmente di domenica, una disgrazia, sinceramente, devo confidarvi che molti gruppi vorrebbero organizzarsi proprio di domenica ma, non possono farlo, questa è una delle cose più fastidiose che un servizio di fruizione in parte “turistico” non può permettersi di avere.

Ritornando alla parte prettamente descrittiva del sentiero, la partenza di solito avviene dalla stazione Borgo di Catania, qui i passeggeri attendono i vagoni che li condurranno lungo la tratta Catania – Lago Gurrida nei pressi del paese di Randazzo.

I vagoni passano le varie tratte, costituite dai paesini pedemontani Etnei, nell’ordine Lineri, Misterbianco, Belpasso, qui affacciandosi dai finestrini è possibile osservare i vari speroni della colata lavica del 1669, proseguendo si giunge a Paternò, dove da lontano è possibile ammirare l’omonimo castello e la valle del fiume Simeto.

Man mano che si prosegue lungo il tragitto ferrato, si sale di quota e quindi ci si rende conto che il paesaggio cambia, indubbiamente non è un cambio brusco, però lo si nota, lo si avverte.

Il tratto a mio avviso paesaggisticamente più bello, è quello che va da Adrano a Bronte, la zona ovest del vulcano è la più selvaggia, distese di colate laviche antiche, parecchi apparati vulcanici laterali, alberi di pistacchio inerpicati nella roccia lavica, insomma un aspetto diverso rispetto alla solita Etna.

Superato il paese di Bronte, si prosegue per Rocca Calanna e Maletto, il paesaggio si apre a una distesa di colata lavica importante, le famose lave di S.Venera, pare che l’apparato eruttivo che ha dato origine a queste lave, prende il nome di M. Caparezza, la colata lavica presumibilmente risale al 1150 – 1170.

Il paese di Maletto è noto anche per le famose fragole.

Finalmente dopo tante tratte superate dal treno, si giunge a circa 4 Km dall’abitato di Randazzo e si ci ferma alla stazione lago Gurrida, qui si scende per incamminarsi in una sentierino che conduce all’omonimo lago.

Quest’area costituisce un ambiente unico, dato dalla particolarissima morfologia delle lave, esso rappresenta un importante spartiacque tra il torrente Saracena da un lato e il Flascio, le cui acque alimentano il lago stagionale “Gurrida” che si dissecca quasi del tutto durante il periodo estivo, ad eccezione di un bacino realizzato a seguito di bonifica.

L’area, è occupata in parte da vigneti di Alicante, e frutteti. Il vigneto ha caratteristiche peculiari: è infatti l’unico esempio di vigneto che, per buona parte del periodo invernale risulta completamente sommerso dalle acque di esondazione del fiume Flascio.

Ricordo che il lago Gurrida si trova all’interno dell’Azienda vinicola Gurrida che produce ottimi e pregiati vini.

Ricchissima e straordinariamente interessante la presenza di uccelli. In autunno arrivano le prime Anatre e le prime Folaghe. Anche i grandi Aironi cenerini ed i più rari Aironi rossi si fermano lungo i canali di drenaggio per catturare i pesci e gli anfibi di cui si nutrono. Ma è d’inverno e in primavera che il lago Gurrida si riempie letteralmente di animali: eleganti Pavoncelle pascolano nei prati umidi, Beccaccini, Pivieri, Pettegole, Combattenti, Piovanelli perlustrano l’acqua bassa. Mentre stormi di anatre come i Codoni, i Fischioni, le Morette, le Marzaiole, tutte già in livrea nuziale volano da una parte all’altra del pantano alla ricerca di germogli e piante sommerse dall’acqua.

Ultimata la passeggiata al lago, si esce dall’ingresso principale dell’azienda Gurrida, per proseguire a piedi per l’abitato di Randazzo, distanza 4 Km circa, arrivati al centro, oltre il fondamentale stop mangereccio, è possibile visitare le bellezze culturali del centro storico, due in particolare, il museo Archeologico Paolo Vagliasindi con la collezione dei pupi siciliani, il museo di Storia e Scienze Naturali, non mancano le chiese, la Basilica di S. Maria,  la chiesa di S.Nicola, i palazzi Lanza e Reale, il castello Svevo, la via degli Archi, insomma c’è tanto da vedere.

Ultimata la passeggiata a Randazzo, si ritorna sui propri passi, si ci incammina verso la stazione ferroviaria di Randazzo per prendere la circum; il ritorno è caratterizzato da un percorso differente, diverso da quello fatto all’andata, si scende verso i paesi di Linguaglossa, Mojo, Solicchiata, Piedimonte Etneo, insomma si percorre un altro versante del vulcano Etna fino ad arrivare alla stazione di fermata Giarre – Riposto, qui si scende dalla circum è inizia una intrepido saliscendi di treni, trenini, metropolitane, si inizia con il treno trenitalia preso alla stazione di Giarre (obliterate i biglietti prima di entrare in treno, anzi comprateli ancor prima e non dimenticate di cercare la giusta coincidenza ferroviaria!!!!!), farete una ventina di minuti ad alta velocità sui nuovi treni Trenitalia, fino a che giungerete alla stazione centrale di Catania, qui, attraverso una segnaletica ben evidente, vi dirigerete alla volta della Metropolitana, che vi attende piena, piena zeppa di persone (non c’è mai nessuno), dimentico di dirvi una cosa, non affrettatevi ad acquistare il biglietto della Metro, non lo fa nessuno, ma nel vostro caso, è incluso nel costo del biglietto della Circum, acquistato la mattina alla stazione del Borgo; dopo un lungo saliscendi, si entra in Metro e in un batter d’occhio si arriva al punto di Partenza, la stazione Borgo a Catania, una passeggiata indimenticabile, allora perché l’hanno chiamato treno Trekking!!!!!!!

Aristide Tomasino

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