Somewhere over the rainbow… (sottotitolo: una simpatica giornata)

Ricordate la storia del Mago di Oz?

Alla fine Dorothy torna a casa nel Kansas con il suo cagnolino, lo Spaventapasseri una volta conquistato un cervello si prende due lauree, una in matematica e una in filosofia, l’Uomo di Latta non fa altro che ascoltare beato i battiti del suo cuore e Leonardo (ex) Leone Codardo con il suo ruggito mette in fuga tutti i nemici, diventando il paladino di tutti gli abitanti del magico regno di Oz. Ma cosa accadde del simpatico popolo dei Mangioni? Beh oggi vi voglio raccontare una straordinaria avventura che li ha avuti come protagonisti.

Come ricorderete era stato un tornado a trasportare Dorothy nella magica terra di Oz, facendo atterrare la sua casa in una città abitata dal popolo dei Mangioni (o Mastichini). Beh stavolta nella storia che vi racconto accade esattamente il contrario.

Un giorno infatti il vento trasportò un gruppo di Mangioni sulla terra, guidati da tutto lo Stato Maggiore della città: la sindachessa Marina, che alle ultime elezioni aveva avuto come unica rivale nella corsa all’ambita fascia di Primo Mangione solo sua cugina, riuscendo a vincerla solo al ballottaggio, in una disfida epocale che ebbe luogo durante un pranzo che avrebbe fatto rabbrividire Lucio Licinio Lucullo…; Aristide, che in realtà apparteneva al Popolo delle Grotte, ma che in tal frangente aveva condiviso il viaggio dei Mangioni, per soddisfare la propria sete di conoscenza; e poi Mati che era diventata l’incubo dei Mangioni, poichè aveva monopolizzato tutti i mezzi di comunicazione allo scopo di pubblicizzare le attività dello Stato Maggiore presso i propri concittadini; e infine Oreste, colui che in città era noto come il dissacratore dei miti e delle conoscenze universalmente accettate, da quando un giorno sconvolse tutti dicendo che Dorothy in realtà non era atterrata nella terra dei Mangioni, ma nella terra degli Ubriachi.

Dunque i Mangioni, con tutto lo Stato Maggiore della città, si ritrovarono trasportati dal vento ai piedi di una montagna. Una volta guardatisi intorno erano piuttosto disorientati, poichè tutte le carte geografiche indicavano quello davanti a loro come Monte Judica, nel cuore dell’isola conosciuta come la Terra del Sole… eppure erano circondati solo da nebbia, pioggia e tremavano per il freddo; nessuna traccia dell’intenso azzurro del cielo, del tiepido venticello primaverile e del caldo sole che i libri attribuivano a questa terra mitica.

In questa situazione i Mangioni riconobbero lo zampino della Perfida Strega dell’Ovest, e per cercare di spezzare l’incantesimo sfidarono comunque le rampe della Montagna che avevano di fronte, accompagnati da una guida locale per non perdersi fra i sentieri che, nonostante i nomi evocanti le divinità olimpiche, in quel frangente sembravano più che altro usciti dall’Ade… Il gruppo affrontò compatto le prime avversità, non si confuse quando la strada cominciò ad inerpicarsi verso una vetta minacciosamente nascosta dalle nebbie… Ogni tanto qualcuno restava indietro, e nella nebbia le voci si rincorrevano per ricompattare il gruppo.

Man mano che si andava avanti però, le condizioni meteo diventavano sempre più proibitive, mettendo a dura prova la resistenza dei Mangioni, già minata dalla lunga astinenza da cibo (tranne qualche caso di spuntino a base di un corposo panino a più strati…)… si giunse così all’inevitabile. Un democratico referendum pose i Mangioni di fronte ad un bivio, continuare a sfidare le intemperie a stomaco vuoto oppure abbandonare il campo e consolarsi nelle gioie del cibo? La risposta mi sembra scontata dato che stiamo parlando del popolo dei Mangioni… ah ci fosse stato Leonardo Leone (ex) Codardo… adesso con il suo coraggio avrebbe scalato anche da solo quella nebbiosa Montagna, scongiurando tutti i pericoli e le trappole…

Con decisione quasi unanime, e con l’astensione dello Stato Maggiore, il gruppo dei Mangioni decise comunque di volgere indietro i propri passi e sfruttando il sentiero come fosse un grande acquascivolo, letteralmente si fiondarono verso il vicino ristorante per riprendere le forze… Quel che successe dopo è storia… i Mangioni, diedero prova di tutta la propria costituzionale voracità, e i cuochi del ristorante ricordano il giorno in cui li ebbero come clienti con terrore… una ventina di portate, cibi di tutti i tipi, e ancora c’era chi aveva fame…

Forse fu il miracolo del cibo, forse il fatto che il perfido spirito della Malvagia Strega dell’Ovest aveva già raggiunto il proprio scopo nel momento in cui con la pioggia che aveva mandato era riuscita a dissuadere il Gruppo dalle proprie ambizioni avventurose… fatto sta che quando i Mangioni, ben rimpinzati uscirono cinque o sei ore dopo dal ristorante trovarono il sole, e poterono continuare ad esplorare il territorio anche se si tennero ben lontani dalla Montagna, nonostante il fascino che essa emanava, per le storie locali che raccontavano di antichissime popolazioni che lo abitarono e di eroiche fanciulle che fra le mura dell’antico castello sacrificarono la propria vita per liberare la regione dall’invasore.

Ma i Mangioni conoscevano per esperienza i dispetti che Giove Pluvio, con la complicità del Malvagio Spirito della Perfida Strega dell’Ovest erano capaci di fare e non vollero sfidarli nuovamente… il territorio del resto non mancava di altri luoghi altrettanto incantevoli che essi visitarono finchè la sera non giunse la Strega Buona del Nord che li riportò nel paese di Oz, giusto in tempo per la cena, soddisfatti in attesa della prossima avventura… possibilmente più asciutta, anche se alla fine la Perfida Strega dell’Ovest ha sì ridimensionato le smanie avventurose dei Mangioni, ma non è riuscita a stroncarne il buonumore e la simpatia…

Dove porterà il vento i Mangioni la prossima volta? Somewhere, over the Rainbow…

cordiali saluti

Matilde

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