Sulle strade del Vulcano come dentro un film…

Ci sono certi eventi che si ripetono immutabili nel tempo…proprio ieri è finito l’annuale rito sanremese, di matrice tipicamente italica, e come ogni anno, papaveri, papere, cuore, amore e quant’altro hanno avuto la loro settimana di gloria…
Da un rito all’altro, mentre vi scrivo, dall’altra parte del mondo, al Kodak Theatre di Los Angeles, si sta svolgendo la cerimonia degli Oscar… ancora per quest’anno ci sarà la consueta suspance sui vincitori, e finchè gli artisti che si alterneranno sul palco non usciranno dalla busta sigillata il fatidico cartoncino e non pronunceranno la classica frase “and the winner is...” non si saprà quali saranno i migliori attori, il miglior regista e il miglior film dell’anno…(anche se io una mezza idea ce l’ho).
Questo almeno ancora per quest’anno, perchè la cerimonia dell’anno prossimo sarà ben altra cosa. Fonti riservatissime infatti mi hanno confermato un’indiscrezione che circolava già da qualche tempo, e cioè che è in lavorazione un film che sbancherà i botteghini e straccerà tutti i record… altrochè corse delle bighe e navi che affondano, questo film si preannuncia come un vero capolavoro della cinematografia universale.
Eccone in anteprima assoluta la locandina e la trama.
ARI’S PEAK. LA FURIA DELLA MONTAGNA (2009)
cast: Aristide Tomasino (Ari), Antonella Mandalà (Anto), Oreste Lo Basso (as himself), Matilde Russo (Mati)
regia e sceneggiatura: Matilde Russo
YoungCataniaProdution
TRAMA
Il film si apre in un ameno paesino etneo che si risveglia lentamente nella domenica di carnevale. Bambini festosi compiono l’annuale rito della passeggiata in maschera alla Villa, che è tutta un tripudio di supereroi e principesse, fra coriandoli e stelle filanti. Una simpatica famiglia davanti all’ingresso sembra attendere qualcuno.
Con un flash-back si torna ai giorni precedenti, quando due donne e due uomini usano tutti i mezzi – dalla mail al segnale di fumo – per contattare amici, parenti, parenti acquisiti, colleghi, conoscenti e coinvolgerli in una interessante avventura, proponendo loro di trasformarsi in vulcanologi, non grazie a maschere carnascialesche ma grazie al sapere trasmesso da una sapiente guida che li avrebbe guidati lungo le strade del Mongibello, come novello Virgilio con tanti Dante.
La scena ritorna sulla situazione iniziale, alla famiglia si aggiungono man mano altri che condividono lo stesso destino. La loro malcelata ansia si scioglie quando finalmente arrivano coloro che furono lungamente attesi. Dapprima Mati – la regista del film, che come Alfred Hitchcock si è anche riservata un piccolo cameo – quindi Ari, colui che di questa Montagna è il signore incontrastato, colui che vive in inverno nella Grotta Cassone e in estate nella Grotta del Gelo, colui che Madre Natura nella sua infinita saggezza formò su misura per permettergli di addentrarsi nelle anguste cavità del suolo, ed infine Anto, la mente di tutta questa organizzazione.
Come le mosche al miele (ed essendo diretti a Zafferana non posso fare paragone migliore) da ogni parte si radunavano persone che volevano condividere quest’avventura… giunse l’ora della partenza e come una lunga processione, una lunga carovana si cominciò ad inoltrare lungo i sentieri del Vulcano.
Una musica allegra e solenne, ma con qualche nota che introduce un motivo di ansia ed incertezza nel superamento delle prove, accompagna la scena, mentre la telecamera allarga sul paesaggio e sullo spettacolo sempre magnifico del Mongibello innevato.
La prima prova di questa epica giornata si svolse in un luogo che si presentava come museo dei Vulcani, in realtà luogo di iniziazione ed addestramento, nel quale era ricostruito ogni aspetto della scena di un’eruzione e anche le condizioni climatiche erano quelle di alta montagna, per provare la resistenza del gruppo alle avversità. Ari era finalmente tornato nel suo ambiente naturale… fra rocce, filmati, ricostruzioni non c’era aspetto della natura e della struttura dei vulcani che gli sfuggisse e che non abbia trasmesso a coloro che lo seguivano; il gruppo lo segue come i Magi la stella cometa…
Ma ecco la guest-star…
La tenda di velluto rosso che introduce nel mondo vulcanico, si apre per consentire l’ingresso dell’archeologo Oreste Lo Basso che viene accolto da un applauso, sorto spontaneo dai convenuti (ma in realtà era una scusa per riscaldarsi). Ora che la squadra è al completo si può iniziare davvero e per prima cosa bisogna far piazza pulita di tutte le credenze e le leggende metropolitane… comincia Ari parlando delle varie rocce che si trovano sull’Etna: è un momento di disperazione, sono tanti i convenuti che hanno in buona fede comprato un souvenir in ossidiana nei negozietti al Rifugio Sapienza e l’espressione dei loro volti rende in maniera magistrale la delusione nello scoprire che non erano prodotto dell’Etna.
Ma il momento clou della formazione doveva ancora venire. Fra prove di resistenza fisica, temprati dal freddo e da improvvisi getti di vapore che partivano dal suolo, venne il momento del nostro archeologo che, fido custode della verità scientifica, apre ai partecipanti il velo della conoscenza e parlando delle tante leggende e tradizioni legate all’Etna spiega con puntuali riscontri testuali come fra queste non possa essere annoverato Polifemo, il quale avrebbe dimorato non nelle cavità dell’Etna ma in quelle del Vesuvio, rinfrescandosi non nelle limpide acque di Acicastello (anzi di Acitrezza) ma nelle acque azzurre di Capri… Questa rivelazione è segnata da un crescendo di pathos nella musica e nel ritmo delle inquadrature, che si succedono rapidamente fra i volti smarriti dei vulcanologi in erba a quello sicuro di se dell’archeologo che li guida sulla via della verità.
Dopo questa prima prova, il gruppo si rinfranca con un buon pranzo a Zafferana Etnea, un convivio che riporta serenità e allegria nel gruppo, che incamera l’energia per la prova pomeridiana, che consiste nell’affontare l’impervio sentiero lungo il fronte lavico più avanzato che nel 1992 stava per raggiungere l’abitato di Zafferana… la prova è ardua, ometto i dettagli per non togliervi il gusto di vedere il film, ma alla fine il gruppo la supera brillantemente grazie alla esperta guida di Ari.
E’ dunque un film che racconta del duro addestramento di un gruppo di ardimentosi, con colpi di scena e momenti di ansia che si sciolgono nel vittorioso finale. Da fonti attendibili della produzione, si sa già che è in programmazione un sequel che racconterà le avventure di questo gruppo alle prese con prove ben più impegnative e dal finale molto più incerto…
Tenete d’occhio tutte le riviste cinematografiche e questo blog…si cercano attori per i prossimi film della serie… non mancate la vostra occasione di conquistare Hollywood!!!
saluti
Matilde
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