Carusi in miniera…

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Stavolta è davvero difficile commentare l’attività che abbiamo proposto ai nostri amici e simpatizzanti…

Si è trattato infatti di un’esperienza che, pur con la goliardia e l’allegria che caratterizzano tutte le giornate trascorse insieme, ci ha fatto però immergere nella drammatica realtà che si celava dietro la vita nelle miniere. Una realtà fatta di disperazione e miseria che spesso avevano il sopravvento anche sui più sacri affetti familiari, portando a pratiche tremende ai nostri occhi, come quella del cosiddetto soccorso morto in base al quale i genitori cedevano il figlio, verso i 6 anni, al picconatore, ricevendone in cambio 500 lire.

Questi carusi svolgevano un lavoro durissimo, facendo avanti e indietro attraverso i canali che dalle profondità della miniera risalivano verso l’esterno, portando una gerla che poteva pesare fino a 25 Kg, piena del materiale scavato.

E’ questo il soggetto del film che abbiamo visto venerdi 14 presso i locali del Centro Culturale Lomax, La discesa di Aclà a Floristella di Aurelio Grimaldi che, girato ed ambientato a Floristella, racconta con toni molto crudi le condizioni inumane in cui questi lavoratori erano costretti a vivere, e la drammatica ribellione di un bambino che sognava di attraversare il mare…

Uno di quei film per i quali è assolutamente impossibile fare un commento a caldo, perchè le parole ti muoiono in gola, per lo sgomento che lascia nell’anima la visione di certe scene di violenza e degrado, sapendo che non si tratta di finzione ma di fatti e comportamenti che rientravano nella quotidianità per tante famiglie siciliane fino a pochi decenni fa.

Ma superato questo momento così forte siamo ritornati noi… e li è cominciato il dramma personale di Matilde e Marina che non sapevano più cosa inventarsi per far passare il tempo, decise ad attendere lo scoccare della mezzanotte per festeggiare insieme il compleanno del nostro Oreste… l’impresa è stata davvero ardua ma la nostra determinazione è stata più forte… E dopo vari tira e molla, siamo riusciti a trascinare il nostro Indy sutta u liotru, per gustare insieme la nutellosissima torta preparata da Mati, davanti agli sguardi un pò incuriositi e molto invidiosi di chi si trovava a passare da Piazza Duomo.

La seconda tappa del nostro percorso minerario, domenica 16, ha avuto come meta il Parco Minarario Floristella Grottacalda, nei pressi di Valguarnera.

Ancora una volta devo dire siamo stati baciati da una giornata splendida, nonostante le pessime premesse del giorno prima, ma soprattutto ci ha veramente commossi vedere quanti amici hanno accolto il nostro invito… e a questo punto un doveroso ringraziamento va alla prof. Antonella Mandalà, capodelegazione FAI di Catania e al delegato ing. Giovanni Condorelli, nostri grandi sponsor in questa avventura.

La lunga fila di macchine, con Aristide e Antonio che si contendevano il ruolo di capofila, si è così diretta verso la nostra meta, dove Linneo ha dato inizio da par suo al percorso, raccontando con la preparazione e la sensibilità che lo contraddistinguono, la vita della miniera, soffermandosi presso i punti più significativi del parco: la villa Pennisi, che si trova in una splendida posizione dominante sulla vallata, per controllare dall’alto il lavoro e quasi fortificata per proteggere gli amministratori e i padroni da eventuali scioperi o rivolte dei minatori; e poi gli scheletri dei pozzi ormai in disuso (la miniera è stata totalmente dismessa nel 1980) e soprattutto i Calcaroni, grandi forni nei quali il calore prodotto permetteva di separare lo zolfo dalla ganga.

Qui una delle nostre classiche soste letterarie ha permesso di ascoltare i passi più significativi che Alessio Di Giovanni, Luigi Pirandello, Carlo Levi e Leonardo Sciascia hanno dedicato alla vita in miniera, mentre veniva una grandissima tenerezza nel vedere due bambini giocare spensierati fra quelle pietre e quei casolari, ignari del dramma che tanti loro coetanei hanno vissuto in quei luoghi.

La seconda parte della visita ci ha portato ad immergerci nella splendida vegetazione che circonda oggi la miniera, scoprendo ai lati di un lungo sentiero le aperture delle varie discenderie, cioè i cunicoli sub-verticali profondi circa 300 metri che portavano ai livelli più profondi della miniera.

Il progetto del Parco prevede la musealizzazione del Palazzo Pennisi – in un futuro che è prossimo quasi come l’apertura del Museo del Castello Ursino a Catania – e poi la possibilità di accedere alla più comoda di queste discenderie, per potersi inoltrare per qualche metro nel sottosuolo. In questo caso i lavori di messa in sicurezza sono quasi terminati, e a breve si potrà vivere anche questa interessante esperienza… anche se dopo aver visto i buchi, perchè questo sono, in cui si calavano quotidianamente i carusi come Aclà, viene quasi da sorridere a vedere la comodità del percorso creato per i visitatori quando questa discenderia sarà aperta.

Alla fine della giornata, non poteva mancare la sosta enogastronomica, che ci ha portato a Valguarnera per trascorrere insieme l’ultima parte di questa intensa giornata, gustando le bontà della pasticceria locale.

Un modo dolce per concludere un’esperienza intensa che ha fatto provare a tutti noi delle forti emozioni… il modo più dolce per salutarci in attesa del prossimo appuntamento con il Gruppo FAI giovani!!!

Matilde

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